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un po’ niente.

i pensieri di questi giorni si potrebbero spalmare sul pane, tanto son densi e appiccicosi, faticosi da togliere dalle dita, come la marmellata, o il burro, che per quanto lavi e lavi e lavi con l’acqua sentirai sempre un po’ quello strato di unto e fastidio che non se va subito e allora lo lasci lì sapendo che forse invece è solo una sensazione e non la realtà, e allora mi chiedo quanto di tutto quello che sento che mi tiene stretta le spalle e mi tira la pelle sia finzione e quanto sia realtà, che poi si sa, che più si pensa alle cose più queste si ingrandiscono, che magari invece sarebbero piccole piccole piccole, e invece io le faccio diventare grandi grandi grandi senza alcun bisogno, giocare con le dimensioni delle cose come se potesse aiutarmi poi a risolvere qualcosa, a capire la direzione, a farmi essere qualcuno che è già lontanissimo. i piatti, le luci, i mobili, è tutto così diverso, gli amici lontani, le città del cuore, le distanze sono state modificate in base al punto d’osservazione e adesso mi ritrovo a dover misurare di nuovo i passi che faccio per raggiungere il tuo cuore, o i suoi occhi, o i miei respiri, e non posso fare niente per non essere in ritardo, come se all’orologio al polso che ho comprato in quel mercatino bellissimo in piazza o’higgins di domenica mattina si fermassero le lancette, o peggio ancora il loro ritmo rallentasse senza che io me ne possa rendere conto, facendomi sbagliare tutto, disimparando a gestire non solo i movimenti ma anche le emozioni, un battito di palpebre che vorrebbe essere lungo ore, giorni, mesi, il tempo necessario affinché tutto scorra e andasse via, anche se so benissimo che se non sono io a far andare via le cose non lo farà nessun altro, e allora mi risveglio, e a seconda dei giorni, o forse dei minuti, trovo la motivazione che mi mancava, e poi la perdo di nuovo, insieme al tempo, alle lancette, ai ricordi degli spazi, dei cieli, dei mari meravigliosi, insieme a me forse, alla mia immagine, a qualcuno che non so se sono ancora e qualcun altro che non so se sono riuscita a diventare. vorrei solo andare velocissima e arrivare alla fine di quello che voglio concludere, chiudere, distruggere, gettare via lontano, indietro, lo vorrei tanto, ma respiro piano, che poi i polmoni mi fanno male e la testa pulsa forte, vorrei solo saper usare tutta la fortuna che ho per questa vita così meravigliosa e così perfetta che a volte mi è sembrato di perdere per tutti i buchi neri che inutilmente ho scavato per non voler affrontare le cose. è che ho bisogno di credere, forse. solo questo.

5 Notes
"Solo gli inquieti sanno
com’è difficile sopravvivere alla tempesta
e non poter vivere senza"

― E. Brontë
624 Notes
Untitled 157.

tempienormi:

Considera anche le conseguenze dei silenzi.

11 Notes

martinagermaniriccardi:

dalle cose piccole capisco le cose grandi - da quando ci sei,
vedo di più e meglio.

11 Notes
oggiabbiamocapitoche

barchiebiscia:

Architecture and love stories
By Giordano Poloni

astroisgoodforyou:

A. Zanzotto

astroisgoodforyou:

A. Zanzotto

sarahgoodreau:

flood.

sarahgoodreau:

flood.